sabato 14 ottobre 2017

“Sagra della castagna” locale da venerdì 20 a domenica 22 ottobre 2017 a Civitella Licinio (in provincia di Benevento), tra i monti del Matese.











































Preparazione delle castagne per fare le CALDARROSTE



Dopo la raccolta, le castagne vanno fatte asciugare per qualche giorno. Poi vanno "castrate", ovvero va fatta una piccola incisione longitudinale sul lato convesso di ogni castagna. Ciò al lo scopo di impedire a quest'ultima che esploda una volta sottoposta al calore.





Preparato un bel fuoco vivo, si adagiano le castagne castrate su una padella o, come in questo caso, in un cilindro metallico che viene fatto girare sul fuoco.

 



COME SI OTTENGONO LE “CASTAGNE DEL PRETE”
Le castagne, dopo la raccolta, vengono sistemate su un graticcio ed essiccate e affumicate per due settimane o poco più, rigirandole piuttosto spesso durante questa operazione.


Vengono poi bollite.



Infine vengno infornate.
È così che si ottengono le famose “castagne del prete”, che possono essere consumate senza ulteriori trattamenti e restano morbide per diversi giorni.
Col tempo, però, le “castagne del prete” diventano dure e, per farle “tornare” morbide, vengono opportunamente riscaldate.




La tre giorni della “sagra della castagna” di Civitella Licinio (frazione di Cusano Mutri, in provincia di Benevento) consente anche di ammirare un luogo attraente circondato da una corona di monti, dove si possono:


trovare le castagne e tutto ciò che si può realizzare con le castagne;


vedere ed acquistare svariati prodotti dell’artigianato locale;


fare escursioni nei boschi (anche a cavallo);

degustare piatti tipici della cucina locale;
e trovare molte altre cose, tra musica e tanto divertimento, in una vera e propria “kermesse”.
Ad attrarre i visitatori è indubbiamente soprattutto l’elevato numero di stands, in cui essi possono trovare delle vere e proprie leccornie:
- marrons glacés,
- tronchi,
- cannoli con crema di castagne,
- panzerotti,
- marmellata di castagne,
- crostate di castagne,
- torte di castagne,
- gelati di castagne,
- castagnaccio,
- castagne al cioccolato,
- frittelle di castagne,
- rotoli di castagne,
- crema e budino di castagne,
- oltre a castagne sciroppate al liquore,
- aperitivo di castagne,
- cherry-brandy all’aroma di castagne,
- liquore con fragole di bosco
- nocino.
La “sagra”, grazie anche alla mostra-mercato, richiama un gran numero di turisti e visitatori per l’originalità, la genuinità e la bontà dei prodotti locali. Vi sono anche i funghi, diverse varietà di dolci derivanti da ricette del luogo e pane casereccio. Ovviamente si vendono anche castagne crude e fresche per chi se le volesse portare via.
Non mancano, naturalmente, oltre alle caldarroste, alle castagne bollite (ballotte)e alle castagne al forno, le famose “castagne del prete”, che vengono sapientemente preparate con un’antica ed alquanto complessa procedura (una sorta di antica ricetta) e costituiscono un’apprezzatissima specialità locale.
I visitatori possono usufruire di un efficiente servizio informazioni. Non mancano, peraltro, volantini, opuscoli, locandine e dépliant riguardanti la “sagra” e curiosità, anche culturali, del luogo.


Castagneto in estate.
Il castagno è un albero massiccio, longevo, di elevato e maestoso portamento, alto da 10 a 25 (ed anche più) metri, con diametro anche di alcuni metri. Ha corteccia fessurata longitudinalmente e spesso caratteristicamente contorta a spirale, grandi foglie dentate a mo’ di sega e frutti spinosi. E’ originario dell’Europa sud-orientale, ma è stato piantato altrove su vasta scala per i suoi deliziosi frutti commestibili.
Castagneto in inverno

Due immagini di un castagno in primavera. Da notare l'imponenza dell'albero e il notevole diametro del tronco.
BREVI NOTIZIE SUL CASTAGNO

Le lucenti castagne si liberano quando il riccio spinoso si spacca. Il legno è robusto e durevole, e si usa soprattutto per opere all’aperto.
L’apparato radicale del castagno è mediamente profondo, ma espanso e robusto. Il fusto, eretto e robusto, si ramifica presto a costituire una chioma vigorosa, ampia ed espansa. La corteccia da giovane è liscia e brillante di colore grigio – olivaceo. Nei vecchi alberi è profondamente screpolata in senso longitudinale.
Il castagno, pianta allo stesso tempo agraria e forestale, occupa un posto di primaria importanza fra le piante economiche dell’Europa Mediterranea, zona nella quale vanta un antichissimo indigenato, anche se tuttora incerto è l’areale di originale diffusione.
In Europa, il castagno è presente nelle regioni montuose temperate e temperato-calde ed è coltivato fra i 300 e i 1000-1200 m s.l.m, in funzione della latitudine e delle caratteristiche climatiche delle singole zone castanicole.
Sebbene sia considerato una pianta eminentemente eliofila, predilige esposizioni a N-NE poiché meno soggette a periodi siccitosi estivi e con minori escursioni termiche sia invernali, sia fra le differenti stagioni.
Relativamente al terreno il castagno ha esigenze particolari e precise che limitano la possibilità di coltivazione: il pH non dovrebbe essere superiore a 6.5, rifugge tutti i terreni con presenza di calcare attivo e scarsamente drenanti dove più frequenti sono i problemi fitosanitari. La sensibilità a quest’ultimo sembra, tuttavia, inferiore nei terreni ricchi di potassio e nelle zone molto piovose.



Castagneto in fiore a fine giugno a monte di Civitella Licinio 
Altra immagine di un castagneto.


Frutti del castagno in autunno





Emidio Civitillo




emidiocivitillo@gmail.com









venerdì 8 settembre 2017

Sagra dei funghi 2017 a Cusano Mutri (BN)




UNA GRANDE KERMESSE DI FINE ESTATE



Naturalmente risulta molto curato l’aspetto gastronomico, con le più svariate pietanze a base di funghi.
Ma la “sagra” non è solo gastronomia. Ad essa viene abbinata una vasta “mostra mercato”, che è sempre più ricca e interessante ed è molto visitata.
Non mancano intrattenimenti, con musica e spettacoli, anche itineranti nelle vie e le piazze.
Molto apprezzata da turisti e visitatori è anche la possibilità di ammirare un ambiente naturale montano d’eccezione.










Come ogni anno, a Cusano Mutri la “Sagra dei funghi” si tiene a cavallo tra l’ultima settimana di settembre e la prima decade di ottobre, e quest’anno esattamente da venerdì 22 settembre a domenica 8 ottobre.  
Giunta quest’anno alla 39ª edizione (ossia da 39 anni), la nota kermesse cusanese di fine estate nel corso degli anni è stata potenziata dal punto di vista organizzativo.

Ciò ha consentito di accogliere un numero sempre più grande di visitatori, tanto da diventare famosa anche fuori regione.


Cartina stradale che rende più facile, per coloro che vengono da lontano, l’arrivo a Cusano Mutri. 



  Il porcino (boletus edulis) è sicuramente il fungo più conosciuto e ricercato tra quelli spontanei commestibili.


Il porcino ha odore intenso e assai gradevole, sapore squisito, aromatico.

       È un fungo estivo - autunnale.  Piuttosto comune, cresce sia in boschi di conifere sia di latifoglie.
Sui monti del Matese (dove si trova Cusano Mutri) il porcino predilige i boschi di Faggio e di Castagno. 

   Forse non tutti sanno che i porcini - nome scientifico Boletus edulis - erano noti già ai Romani che li chiamavano "suillus", ossia "porcellini", termine dal quale deriva la parola “porcino”. 
    In dialetto di Cusano Mutri ancora oggi il porcino viene chiamato sigl' (proprio dall'antichissimo termine "suillus").



       La mazza di tamburo (Macrolepiota procera), volgarmente conosciuta anche come ombrellone, puppola, bubbola maggiore, è uno dei più vistosi, conosciuti ed apprezzati funghi commestibili.




Il cappello della “mazza di tamburo  è inizialmente sferoidale, poi convesso, infine piano a maturità.




L’ovulo o ovulo buono (Amanita Caesarea) è uno dei funghi più ricercati ed anche più costosi.


      Anche il “gallinaccio” (Cantharellus cibarius)detto pure finferlo, galletto, è uno dei fughi  più conosciuti e apprezzati.

       Il “gallinaccio” si presta bene alla conservazione, sia sotto aceto che essiccato. In quest'ultimo modo viene utilizzato per condire varie pietanze o altri funghi, per tale ragione è detto "il prezzemolo dei funghi".


Uno dei vari punti di vendita dei funghi.


Musica folkloristica itinerante in giro per il paese tra la folla di turisti e visitatori.

Spettacoli itineranti durante la sagra







Spettacoli itineranti durante la sagra


Preparazione in piazza di caldarroste



  Preparazione in piazza anche di pannocchie arrostite.  Immagini di precedenti edizioni della "sagra".

Alcuni dei tanti e svariati prodotti dell’artigianato locale.






Miele locale - Immagini di precedenti edizioni della "sagra".



Panorama estivo della valle di Cusano Mutri -  foto di Mario Di Biase


Cusano Mutri (BN) – Il borgo medioevale visto da Ovest, sullo sfondo del Monte Civita di Pietraroja dove, intorno al 1980, fu rinvenuto il celeberrimo “Scipionyx samniticus”, meglio noto come “Ciro”, fossile di dinosauro famoso in tutto il mondo.


Cusano Mutri (BN) - Il borgo medioevale sullo sfondo del Monte Mutria, che con i suoi 1.823 m s.l.m è la cima più alta della provincia di Benevento.


Panorama invernale da Sud di Cusano Mutri (BN). 
In inverno la neve spesso imbianca per lunghi periodi le cime dei monti che circondano la valle di Cusano M., che si trova nel massiccio montagnoso del Matese.
A volte la neve cade abbondante anche nella valle. 



Come ogni anno, a Cusano Mutri la “Sagra dei funghi” si tiene a cavallo tra l’ultima settimana di settembre e la prima decade di ottobre, e quest’anno esattamente da venerdì 22 settembre a domenica 8 ottobre.  
Giunta quest’anno alla 39ª edizione (ossia da 39 anni), la nota kermesse cusanese di fine estate nel corso degli anni è stata potenziata dal punto di vista organizzativo.
Ciò ha consentito di accogliere un numero sempre più grande di visitatori, tanto da diventare famosa anche fuori regione.
Molto apprezzata da turisti e visitatori è anche la possibilità di ammirare un ambiente naturale montano d’eccezione, con:
  -    escursioni guidate alle “Forre di Lavello” e lungo i sentieri più caratteristici lungo il fiume Titerno;
-    passeggiate lungo il sentiero del Monte Calvario, alla cui sommità si trova l’omonima chiesetta; dal suo sagrato si può ammirare un vasto e assai gradevole panorama;
-    il percorso avventura nelle “Gole di Caccaviola” (da acqua viola), un sito naturalistico unico al mondo, posto nel canyon a monte di “Fontana Stritto”;
-    il sentiero del Salto dell’orso: si parte dall’area della “sagra” in fuoristrada per percorrere una strada panoramica mozzafiato e si prosegue a piedi, per ammirare, da una terrazza posta a mezza altezza, una straordinaria cascata naturale di trenta metri;
-    le miniere di bauxite (minerale da cui anche qui si estraeva l’alluminio): muniti di caschi e stivali, si percorrono i tortuosi cunicoli dove fino ai primi anni del Novecento lavoravano i minatori;
-    lanci con il parapendio per planare al centro della conca cusanese dal “Monte Civita di Cusano”, che s’innalza imponente di fronte a “Fontana Stritto”, a pochi chilometri da centro abitato, in direzione Nord-Est.
Il parcheggio delle auto, visto il loro enorme afflusso di visitatori, ha sempre richiesto un’attenzione particolare da parte degli organizzatori. Così vengono fatte parcheggiare le auto soprattutto nella zona del campo sportivo, per l’occasione illuminato durante le ore notturne, dal quale gli automobilisti raggiungono il centro abitato con un efficiente ed ininterrotto servizio navetta svolto da alcuni pullman.
Peraltro i parcheggi sono custoditi e ciò è molto apprezzato dai visitatori che, così, possono godersi in tutta tranquillità la loro permanenza nei luoghi della “sagra”, visto che le loro auto sono ben sistemate e al sicuro.

Emidio Civitillo 



E-mail: emidiocivitillo@gmail.com