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lunedì 21 ottobre 2013
mercoledì 4 settembre 2013
Migrandata 2013 a Lago Matese, dal 21 al 31 agosto.
Dal 21 al 31 agosto 2013, presso
le sponde del Lago Matese - in località “Scennerato”, a breve distanza da "Bocca della Selva" (BN), si è svolta la 4ª
edizione del “campo
naturalistico d’inanellamento dell’avifauna a scopo scientifico: “MIGRANDATA 2013”.
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| Il responsabile scientifico del "campo", Rosario Balestrieri (a sinistra), a colloquio con il sottoscritto (Emidio Civitillo). |
Si è trattato di un progetto finalizzato alla valorizzazione
della biodiversità nel Parco Regionale del Matese, mediante il monitoraggio e l’inanellamento
dell’avifauna sedentaria del “Parco”, con particolare riferimento ai
passeriformi transahariani ed al “roost”
(dormitorio) di rondini (hirundo rustica)
presente nel canneto del Lago Matese, che, trovandosi a 1.014 metri slm, è il lago di natura carsica più alto d'Italia, situato ai piedi del Monte Miletto (2050 m slm) e del Monte Gallinola (1923 m slm) nel gruppo montuoso del Matese, nel comune di San Gregorio Matese e Castello del Matese in provincia di Caserta.
Dieci giorni di “campo”
coordinato dal naturalista matesino Giovanni Capobianco, durante i quali c’è
stato un susseguirsi di volontari, ornitologi, tirocinanti del corso di Scienze
Naturali dell’Università Federico II di Napoli e naturalisti provenienti da
tutta la Campania; e non solo.
Le attività scientifiche sono
state condotte sotto la supervisione del responsabile scientifico Rosario
Balestrieri, ornitologo ed inanellatore riconosciuto dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che opera sotto la vigilanza del Ministero dell’Ambiente).
Sono stati inanellati oltre 2.600
uccelli, appartenenti a 36 specie diverse. Tra queste, due specie degne di nota
sono il Picchio verde, che riesce a nutrirsi anche di insetti nascosti sotto la
corteccia grazie alla lunga lingua che arriva ad estroflettersi fino a 10 cm
dalla punta del becco e il Falco Lodolaio, che durante una delle tante
“rondinate”, nelle quali veniva a far visita al campo per predare le rondini, è
entrato in rete sotto gli occhi stupiti dei responsabili e dei numerosi
visitatori. La sua cattura rappresenta un dato importante poiché in Italia ne
vengono inanellati mediamente solo 6 individui all’anno.
Quest’anno il campo di ricerca
scientifica Migrandata Matese è stato arricchito dall’attività di monitoraggio
del flusso migratorio di rapaci sul Matese. L’attività, coordinata da Marco
Basile, è stata portata avanti da 10 volontari, comprendenti soci ARDEA ed
appassionati.
Nonostante le avversità
meteorologiche, che hanno influito negativamente sulla migrazione e non hanno
certo favorito gli avvistamenti, sono state avvistate ben 11 specie di rapaci,
tra migratori e non. Tra i primi vengono annoverati i falchi di palude, i
falchi pecchiaioli, il biancone, l’albanella minore; tra i secondi le poiane, i
gheppi, i lodolai, gli sparvieri, un astore, i magnifici grifoni e la maestosa
aquila reale.
Queste ultime due osservazioni
sono degne di nota. Infatti, i grifoni sono probabilmente individui abruzzesi
che, come segnalato già in passato tramite le radiotrasmittenti apposte sul loro
dorso dai ricercatori abruzzesi, frequentano anche la zona del Matese.
L’aquila reale avvistata, invece,
era un individuo di due anni, quindi non necessariamente nato sul Matese e
colto durante i tipici spostamenti erratici giovanili. Inoltre, anche se non
rapaci, sono stati avvistati frequentemente i corvi imperiali e i gracchi
corallini.
I dati ottenuti sulle rondini hanno
evidenziato un progressivo aumento degli individui marcati giornalmente,
passando da 30 a 600 individui al giorno. Forse ciò è dovuto allo slittamento
della tempistica della migrazione.
Nelle attività svolte durante il
campo, si segnala anche il rilevamento del Piviere tortolino, limicolo molto
particolare che preferisce, come rotta migratoria, le cime più alte degli
Appennini, per giungere dalla Siberia in Africa e in Medio Oriente.
Data l’importanza dell’attività
di monitoraggio e di inanellamento durante la “Migrandata” matesina, e vista
l’importanza della ricerca scientifica connessa a tale attività, l’auspicio di
tanti è che detta “Migrandata” cresca sempre più nel tempo e contribuisca in
maniera sempre più efficace allo studio e alla tutela dell’avifauna, nel quadro
più vasto della difesa e della valorizzazione dell’ambiente naturale, che, lo
ribadiamo ancora una volta, è anche una preziosa risorsa economica perché, tra
l’altro, favorisce il turismo.
Emidio Civitillo
sabato 20 luglio 2013
CIVITELLA LICINIO con immagine ruotata di 45 gradi del Monte Cigno
UNA STRANA IMMAGINE CON SEMBIANZE UMANE
Avevo già usato questa foto, da me messa a punto
ruotandola e inserendo la didascalia.
L’avevo inviata a non molti
destinatari, ma essendomi stata richiesta da diverse persone, questa volta la
invio ad un gran numero di destinatari.
Cliccando sul link di
colore rosso riportato qui di seguito, è possibile vedere numerose foto e
informazioni varie relative a Civitella Licinio (in provincia di
Benevento), di antichissima origine:
Foto e descrizione di Civitella Licinio, in provincia di Benevento
Emidio Civitillo
giovedì 13 giugno 2013
Kermesse a Casali
Festa del grano 2013 a Casali di Faicchio (BN)
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| Dimostrazione pratica di come si mieteva una volta con la falce. |
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| Musica e canti popolari durante la manifestazione |
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| Cartina stradale che aiuta a raggiungere più facilmente Faicchio in provincia di Benevento |
Stand durante la manifestazione
- dall’aratura alla semina,
- dalla mietitura alla trebbiatura,
- dalla trasformazione del seme in farina a prodotti come pane e pasta, che sono alla base della salutare dieta mediterranea, famosa in tutto il mondo, e ai tanti altri prodotti derivanti da tale trasformazione, che deliziano il palato e allietano le nostre tavole.
Tutto il ciclo viene rappresentato da scene tipiche della vita agreste di un tempo, che creeranno un’atmosfera particolare e coinvolgente.
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| Aratura con bovini prima della semina del grano. |
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| Mietitura del grano a mano con la falce. Così si è sempre fatto fino a pochi decenni fa. |
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Durante la mietitura si faceva colazione nel campo.
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| Mietitrice meccanica, di epoca piuttosto recente. |
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Semina del grano con mezzi meccanici.
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I muli,
muniti di bardatura, sono stati molto utilizzati anche per il trasporto dei
covoni di grano.
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È stato un
animale diffuso fino a pochi decenni fa. Ancora oggi lo si vede talvolta utilizzato
specialmente
dove non esistono strade rotabili.
Robusto, ha passo
lento e sicuro ed è capace di trasportare pesi rilevanti anche per luoghi
impervi, come lungo i pendii montagnosi.
Le persone anziane faranno un passo indietro nel tempo, ricorderanno momenti della loro giovinezza, mentre per i bambini e i giovani sarà un vero e proprio percorso didattico e la possibilità di vivere esperienze uniche consolidando il legame generazionale.
I quattro giorni della Festa del Grano 2013 saranno storia, cultura, folklore, alla riscoperta
e alla difesa del valore della terra e dei suoi prodotti.
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Primordiale trebbiatura del grano, che veniva battuto con la
mazza per separare i chicchi dalla paglia.
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Fino alla prima metà del secolo scorso, non è stata infrequente la trebbiatura del grano con il calpestio dei cavali, come in questa foto del 1935.
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Ecco una delle prime trebbie a venir azionata da un motore a scoppio.
Aveva dimensioni molto ridotte rispetto a quelle che furono realizzate
successivamente. Veniva trasportata a spalla da 4 persone.
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Quando venivano utilizzate le prime trebbie a motore, era
poi utilizzato anche il ventilatore a
mano (qui nella foto) che serviva a separare i chicchi di grano dalla
pula.
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Trebbia azionata da un motore a vapore, che funzionava a
carbone fossile.
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| Mietitrebbia, macchina più recente di quelle viste innanzi. |
Essendo una “festa”, durante la manifestazione, la cui organizzazione viene curata dalla Pro Loco Casali di Faicchio, non mancheranno intrattenimenti musicali per rendere ancora più festosa l’atmosfera.
Saranno anche allestiti stand gastronomici, che consentiranno di gustare gli antichi sapori di una volta grazie ai piatti tipici tramandati di generazione in generazione.
Inoltre sono previsti:
–
Una
fiera espositiva di attrezzature agricole e prodotti tipici.
–
Un
convegno su “Agricoltura e Ambiente,
risorse per lo sviluppo del nostro territorio”.
–
La
rappresentazione del processo dell’aratura e della semina del grano dagli anni
50 ad oggi.
– La rievocazione della mietitura e della trebbiatura del grano dagli anni 50 ai giorni nostri.
– La rievocazione della mietitura e della trebbiatura del grano dagli anni 50 ai giorni nostri.
–
Il
raduno di auto e moto d’epoca al campo sportivo con tour nella Valle Telesina e
ritorno in Piazza Annunziata per Benedizione Mezzi; infine ritorno al campo
sportivo.
–
Il
raduno di trattori d’epoca.
–
I
giochi della tradizione nella “cultura contadina”.
Dell'elemento base nell'alimentazione, il grano, di cui oggi si discute
tanto, e non solo per le necessità del Terzo Mondo, esiste una recente
trattazione: un ottimo libro di Nicolino Lombardi, preside dell’l’ISISS
di Piedimonte Matese (CE), che comprende l’Istituto Tecnico Agrario e l’Istituto
Tecnico Industriale.
Nicolino Lombardi, che si è sempre fatto
apprezzare oltre che per impegno e competenza, anche per la sua vicinanza e la
sua attenzione al mondo rurale, con il suo libro “La Battaglia del Grano, gli uomini e le macchine del Sannio”, ha
voluto (e saputo) suscitare grande attenzione per l'argomento affrontato, con una trattazione avvincente corredata da numerose immagini.
La coltivazione del frumento risale ad un'età
molto remota: 10.000 – 15.000 anni fa, ed anche prima.
Quella del grano (o meglio del pane) è una battaglia antica,
legata alla stessa sopravvivenza della specie umana, una battaglia che continua
tutt'oggi con una crisi economica che ha investito il mondo e che costringe i
popoli più ricchi a tagliare il superfluo e riduce alla fame le popolazioni più
povere.
È sostanzialmente imputabile alla fame la migrazione delle genti.
La storia, oltre a momenti di prosperità e di
floridezza, racconta di carestie e di fame, ed oggi, alla luce di quanto sta
succedendo in Italia e nel mondo, si torna a parlare di pane, ossia di
quel prodotto che da millenni
rappresenta l'alimento principale delle masse popolari, del pane che viene dal
grano e del grano che spesso è mancato.
emidiocivitillo@gmail.com
mercoledì 12 giugno 2013
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